Marzo è iniziato, la primavera si avvicina! Se amate il verde è vi piace un bel giardino questo è proprio il momento di seminare o anche di curare il vostro manto erboso. Ma andiamo per ordine: per quanto riguarda il nuovo impianto, ovvero la semina o il cosiddetto “prato a rotoli”, occorre preparare adeguatamente il terreno. 

La semina, in particolare, richiede un più attento affinamento del terreno associato all’utilizzo di un terriccio specifico per tappeti erbosi, contenente torba e sabbia del Po, insieme a del concime di tipo “starter”, adatto a un immediato sviluppo del prato. Per un lavoro a regola d’arte sarebbe molto utile un impianto di irrigazione permanente posto a 15 - 20 centimetri di profondità che renderà il vostro prato più uniforme, rigoglioso e anche più longevo. Un particolare accorgimento, al momento della distribuzione del seme nel terreno, sarà quello di miscelarlo con un prodotto anti-formiche per impedire a questi insetti piuttosto dannosi di portare via il seme. A questo punto manca solo la rullatura per favorire una germinazione più alta e più rapida. 

Il “prato a rotoli”, un prato vero già cresciuto che viene posto sul terreno a piccole zolle, è molto più semplice da impiantare: basterà eliminare, nella zona scelta, sassi, radici e materiali indesiderati, spargere sempre il terriccio specifico per tappeti erbosi, insieme al concime di tipo “starter” e livellare il terreno. Una volta posizionate sarà necessario rullare le zolle per favorirne l’attecchimento e per le prime due settimane occorrerà mantenerle sempre umide, dando poca acqua e molto spesso, utilizzando, anche in questo caso, un impianto di irrigazione sotterranea permanente che eviti il calpestamento del prato. Sia nel caso della semina che in quello del prato a rotoli, quando il prato sarà arrivato a 8 – 10 centimetri di altezza, bisognerà effettuare una prima rasatura a 4 – 5 centimetri, necessaria per irrobustire l’apparato radicale. 

Per la cura di tappeti erbosi già esistenti, invece, la prima cosa da fare è l’arieggiatura del prato, che serve per favorire la circolazione dell’aria e dell’acqua nel terreno. Il procedimento può essere preceduto dall’eliminazione dell’eventuale muschio, che potrebbe essersi creato in inverno, utilizzando un prodotto solubile in acqua, che non macchia, a base di solfato ferroso. Una volta disseccato il muschio occorre passare all’arieggiatura vera e propria tramite un arieggiatore, un attrezzo che può essere manuale o meccanico, utile per rendere le radici più forti. Se il prato, in alcuni punti, presenta delle chiazze, si dovrà procedere a una risemina, seguita da un’adeguata concimazione. Nel caso in cui non è necessario rinfoltire il prato, dopo l’arieggiatura è comunque necessario procedere ad una concimazione con un prodotto di mantenimento detto “growing” che manterrà il prato nutrito per circa tre mesi – tre mesi e mezzo; ciò significa che bisognerà ripetere questa operazione a giugno e settembre.